Firenze, 11 gennaio 2011. Si è svolta il 6 gennaio 2010, presso il Tribunale dell'Immigrazione di Newport, Inghilterra, l'udienza di appello per la concessione dello status di rifugiato a Alvin G., omosessuale originario del Burundi e appartenente all'etnia Tutsi, perseguitata dai ribelli locali.

Nel corso dell'udienza, Clovis Reese, l'avvocato di Alvin, ha prodotto al Giudice competente una memoria contenente un report a cura di EveryOne e una lettera dove l'ONG spiega le motivazioni per le quali è assolutamente necessario e quanto mai impellente concedere al ragazzo omosessuale la protezione internazionale, con la relativa autorizzazione a permanere stabilmente su suolo britannico.
Il Giudice si è riservato la decisione, che dovrebbe essere comunicata nei prossimi dieci giorni.
EveryOne, che ha promosso un appello ai membri della Commissione Ue e del Parlamento europeo per il caso del giovane rifugiato, ha ottenuto finora l'interessamento di Graham Watson, parlamentare Ue del gruppo ALDE per il Sud-Ovest dell'Inghilterra e Gibilterra, e di Michael Cashman, co-presidente dell'Intergruppo LGBT al Parlamento europeo.
L'on. Watson, che già nella primavera del 2010 aveva presentato un'interrogazione al Parlamento e al Consiglio Ue sulla vicenda di Alvin, ha inviato un messaggio ai co-presidenti di EveryOne.
"Supporto personalmente il diritto di ognuno a esprimere la propria sessualità. Sono per altro preoccupato di sapere che il sig. Alvin G. potrebbe non essere in grado di vivere liberamente la propria condizione per la paura di subire persecuzioni” scrive Watson. “Ho scritto alla Vice Presidente della Commissione europea Ashton, Alto Commissario della politica estera Ue” aggiunge l'Eurodeputato, “per chiedere un parere sul trattamento che il sig. G. potrebbe subire se deportato in Burundi, e per chiederle quali azioni la Commissione Europea stia portando avanti per supportare i diritti delle persone originarie del Burundi”.
L'on. Michael Cashman e il Segretario dell'Intergruppo LGBT al Parlamento europeo Bruno Selun assicurano inoltre di seguire con estrema attenzione lo sviluppo del caso, in stretto contatto con gli attivisti di EveryOne. “Ci auguriamo” commentano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, “che presto anche Alvin possa vedere tutelati i suoi diritti fondamentali nel territorio del Regno Unito, in linea con la Convenzione di Ginevra, la Convenzione europea per i Diritti Fondamentali, le direttive Ue e le Carte internazionali che garantiscono protezione e aiuto agli esseri umani in difficoltà”.
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